mercoledì 2 dicembre 2015

L’ombra

Se nei tramonti più lunghi
non ti affacci al mio fianco,
forse aspetti le notti più buie
per seguirmi accanto.
ma sono io, l’unico riflesso lunare,
nel parcheggio delle anime ambulanti.
Istruito dai pregiudizi pavimentari
che eri il segno del riflesso del mio camminare
dimenticavo di essere il Re del tuo regno.
Dopo che tutte le strade mi avevano camminato,
la misura della tua presenza
è il mio stesso nuovo viso illuminato.
Ombra colorita, mi mordi comunque,
adesso che ti conosco,
accanto il mio sguardo sei ovunque.
Colore languido
schiacciato dalla luce
vittima della persecuzione
alle tue radici.
Vento che ti porti tutto l’estate
nel giallo spento delle campane,
suonatrice dell’addio ai rami
che aspettano il ritorno di tutti
perché non possono andarsene.
Ci sono ombre che riflettono
il carattere affascinante dello psicopatico
e che non vedono l’ora
di rivelare il suo alter ego.
Ci sono ombre libere,
schiave dell’abitudine,
che non dimenticheranno
la notte.
Ci sono tanti tipi di persone,
e come le ombre sono
che scrivono sull’oscuro del colore
qualcosa di ormai irripetibile.