sabato 18 ottobre 2014

Spirito del vino

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Spirito del vino
mi sono arreso.
Ti do tutto quello che ho!
e non ho niente.
Non hai capito.
Il Diavolo viene a portarmi via!
e la preghiera dimenticata
sorge come fontana dalla sua acqua.
So che mi cercano
piccoli uccelli dell’inferno
quando il loro bacio da lontano
tocca le mie ali
e non mi lascia nuotare.
Sono chi sarò.
Chi sarò? Lo posso solo distruggere
In un unico sorso di tanti incontri appassionati
quasi toccando la luna dei miei antenati
e di miei prigionieri senza protezione
dalle mie vite senza fine
un’onda persa nello tsunami
che si trova nella sapienza del vetro
rotta in tutte le prossime esperienze.

venerdì 17 ottobre 2014

Le nuvole

Credo nella metafisica delle nuvole
lontane dai nostri libri di scuola
prigioniere nell’A4 industriale
incubo del legno
geloso degli ombrelli
che eludono in armadietti
la metafisica delle nuvole.
Combustioni delle finestre amiche
in onde di parole
che mai ci lasceranno vedere
la foresta d'alloggio delle macchine
che bastano per farci mangiare
i polli d'allevamento
senza capire un senso nel giorno.
La realtà del cotone bagnato
nasconde i pianeti che ci tagliano
quando il pozzo dello spazio siderale
ci annega nell’ignoranza
e ogni nuvole imbianca
la nostra cecità.
Volare dietro il mondo
in un colore senza spessore
la sola notte galleggia ogni strada
vicoli accolti dallo sguardo
scuro della realtà.

domenica 27 luglio 2014

Quello che vedo in te


Dal tuo comportamento compulsivo
divento un boia timido.
Leggendo il tarocco nel tuo sguardo,
capisco quel sorriso incompreso
che aspetta quel eterno amore
invece di quella monotona delusione
che dimentichi nel albero genealogico di natale
invece di farla rinascere nella rosa venduta in preghiere
invece di ridere di quel costante pericolo di morte
che fa ridere alle mosche randagi
che riempiono di fame ai pagliacci
quando vedendosi dentro gli specchi
trovano l’archetipo della solitudine
nel tarocco del tuo sguardo
divento il boia timido
quasi mi trasformo in divo
quando mi drogo col tuo sguardo ibrido
dal primo secondo già l’intuivo
sei metà assassina del tuo assassino
sei metà pagliaccio cercando uno spiritoso bambino.

martedì 8 aprile 2014

Il silenzio


Preferisco le melodie
ma il silenzio ti apre
con la sua prepotenza.
Quietamente passa lentamente
seminando pensieri
dilatando la pazienza
chiedendo quello che non senti
quel rumore trattenuto
il ricordo è un film muto.
Il silenzio può essere
così invadente
che preferisco parlare
spaventando gli spiriti.
C’è qualcosa nell’aria
e aspetta senza fretta
che si apra la cortina del vuoto
galleggia circospettamente
il silenzio ti saluta
ogni sua briciola una navetta
una flotta nel tacito
approfondisce nel suo concerto
il silenzio è una voce amica
che tenta di coccolarti
e sei te stesso quando riposi
è lo sguardo di chi non conosci
di uno strano
si
quello sei te
di fronte a nessuno.

giovedì 13 marzo 2014

Pensieri di questa settimana


Faccio il buono, ma non mi esce bene.
Faccio il cattivo ma mi esce male.
Piangere insieme per non ridere da soli?
Bruciammo per dentro mentre la neve cresce.
Beviamo bruciandoci piano e forte, pianoforte.
Non chiedermi tante cose, appena so il mio nome.
Ubbriachiamoci senza parlare.
Uccidiamo vedendo agli occhi.
Amiamo senza toccarci,
tocchiamoci senza amare.
Mille punti di vista,
mi senti e sembri già la mia conquista,
mi piace l’omelia dell’osteria,
faccio ricerca, studio l’uomo,
nelle strade delle notte non dormo
quando nasce il sole dell’insonnio
mi piace la gente quando sono da solo
la stessa musica ma da lontano
mi ricordano i profumi che tanto amo
e arriva il tuo terremoto che mi tiene calmo
l’umidità della tu presenza
che non posso rimanere senza
nella fine della stella
che richiama la mia pelle
facendo il buono non mi esce niente bene,
facendo il cattivo mi esche tutto male.
Abitando col tuo spirito fumo il mio diritto
che scorre con la tua ombra verso l’infinito
mi piace tanto dormire nel tuo vicolo,
mentre fumo tutti i pezzettini del tuo cuore piccolo.
mi perdo nel insonnio della notte eterna
che sveglia il vulcano della montagna ferma
e rompe il silenzio delle tue lenzuola di nebbia
che amano il calore e la voce che trema..

Una dose


Una dose di pioggia
vuole la città ardente
che galleggia su pretese
e soffoca nel niente
soddisfacendo la sua irrilevanza
crocifissa dalle sue parole
e dalle spesse dalla ricca fragranza.

Una dose di acqua
integralmente fluisce
e ristagna
vapore che svanisce
al potere degli astri
che ci contemplano
come la tiepida dose
di acqua rotonda che siamo.

La Giovinezza


Le nove vite di gatto
perse in ogni suicidio
-ingenuo felino furbo-
strofinando il nervo di una bomba atomica
cercando il mago della bottiglia
che si sente il lupo della steppa
della lunga steppa della bottiglia
che non puo diventare piena
perché è un abisso
che si conosce ogni giorno
come se fosse un nuovo grande amico
e non una vecchia conoscenza.

Nonostante tu sia l'avatar pieno di karma
perché hai la purezza del peccatore
con quel naso di cane che non sa niente di odori
e soltanto riconosce la fine della sua coda
con cui ti potresti impiccare
ma che metti sopra le labbra
e non avrai mai un baffo così bello.

Saluto alla città...

Buon giorno
dicono tutte le piazze
che non vedono svegliarsi i milioni di mattoni rossi
dentro l'occhio viandante di una massa mattinale
figlia di tante albe in un solo risveglio.

I colli
che alla fine sembrano solo un tappetto
clamando una fermata alla città
che solo vede il salire nel suo passato
investito di torri piene di orgoglio
e primi baci naturali.

L’umidità dei ricordi che si avranno domani
spengono il buio dai vicoli vuoti di noi
lasciate le strade libere
riempiamoli di caffè ambulanti
e di vino, perché no
uno stadio di piano bar
e che non chiuda quando vogliamo restare
per l’ennesimo ultimo sorso.

Dai quattro angoli del cielo

escono dei piccioni nottambuli
cercando nuvole di cemento
nel quadrilatero degli incontri.
 

L'amante


Mi piace la condizione della stanza
quando diventa nostra
e della poca luce che scappa tra le tapparelle
per incendiare l’estate
con pose che sembrano abitudini.
Quel piccolo nanetto,
pagliaccio di tutte le storie,
ubriaco della tua incertezza,
guida i tuoi dubbi
con frasi incomplete.
Lasciate l’estate in pace
e godetevi la schiavitudine,
mangiando una bistecca,
correndo verso l’amore
come se fosse una freccia.
Ho tolto il prezzo al mio cuore
perché costa così poco
non sente quando la ragione vuole
e quando lo comprano prende fuoco.
Dovrò imparare a chiedere favori
come fanno quelli che non hanno bisogno,
con un pizzico di sadismo
e dovrò imparare ad amare
come quelli che non hanno bisogno
con un pizzico di masochismo.