Quando la morte si avvicina
apro le braccia.
Se solo arriva un sospiro
rido di dove sono messo.
Saluto da lontano
agli amici senza sguardo
e nonostante il ricordo c’è
rido di tutti quelli che vorrei conoscere.
Forte vento del deserto
distrugge le allucinazioni nuove
che vorrei avere e forse avrò bisogno.
Ho mangiato tutti i giorni
che avevo in tasca
e adesso rimangono
delle briciole di ore
che non fanno un pane.
La fame è un’idea che non mi convince
ma è la spinta fortuita dell’ore
che mi fa vivere un’altra volta.
Tutto sommato
niente è meditato
una briciola di vita
che viaggia nel mistero
percorrendo le strade che riempiono il desiderio
delle formiche dell’universo.
La goccia della scienza
il fiume della esperienza
che perde il valore
con il coraggio del piccolo guerriero.
Perso nel senso unico della spada
che non riesce tagliare un solo pensiero
della intollerabile ragione fondamentale
di quello che cerchi in alternativa alla morte.
Gli occhi del passato ridono di dove siamo messi.
La fame si vede vedendola,
la storia la scrive lo scrittore,
l’amore cresce crescendo,
ma anche uccidendo...
come mi diverte divertirmi.
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